Tripudio saspino con sette ori agli Italiani Indoor di Atletica Leggera

Si può esultare ancora e infondere chicche di buon umore anche in una fase drammatica come questa del ventunesimo secolo. A rallegrare gli animi della dirigenza saspina ci pensano i magnifici tre Chiara Statzu, Roberto Felicino Musiu e Riccardo Campus che dall’esperienza marchigiana degli Italiani Indoor Paralimpici di Atletica Leggera targati FISPES (Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali) e FISDIR (Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali) tornano nell’isola con sette ori ciondolanti al petto.

Una missione organizzata in extremis grazie anche alla buona volontà dei due tecnici accompagnatori Katia Pilia e Antonio Murgia che avrebbero preferito condividere l’esperienza con qualche atleta in più, ma mai in questo caso vale il detto “chi si contenta gode”.

Riccardo Campus (Foto Marco Mantovani FISPES)

In casa FISDIR il doppio successo di Chiara Statzu accende di nuovo le speranze sulla presenza della podista di Marrubiu alle future competizioni internazionali. Nei 200 mt della categoria SF 21 taglia il traguardo in 39’50”, sbaragliando la concorrenza delle avversarie. Nei 60 metri piani conclude in 11 secondi e 7 centesimi.

Roberto Felicino Musiu in pista (Foto Marco Mantovani FISPES)

Nella pista del PalaIndoor di Ancona Riccardo Campus da Terralba non si fa catturare dall’emozione per la sua prima volta, intascando tre successi nella categoria T37: nei 200 metri vince in 35.18, negli 800 realizza un finale di 2:55:05; dulcis in fundo, nei 1500 mt termina con il tempo di 5:54:87.

Roberto Musiu, classe 1958, nella categoria T36, completa l’opera collettiva dominando sia nei 60 metri (11:60), sia nei 200 (45:52).

In contemporanea, nel Campo Italico Conti sono svolti i Campionati Italiani di Lanci invernali ai quale il cagliaritano Musiu avrebbe dovuto partecipare nel disco categoria F 36, ma per motivi che spiegherà in basso il vicepresidente Sa.Spo. Antonio Murgia ha dovuto rinunciare.

PARLANO KATIA PILIA E ANTONIO MURGIA

Tecnico e vicepresidente Sa.Spo. e poi consigliere federale FISPES. Per Antonio Murgia è stata una fruttuosa ma complessa trasferta perché impegnato su più fronti. “Abbiamo assistito a gare singolari – commenta Murgia – per l’assenza di pubblico che da tradizione avrebbe garantito dei rumorosissimi incitamenti. Tutto sommato è andata bene”. L’unico neo su una spedizione esaltante è rappresentato dalla mancata partecipazione di Roberto Felicino Musiu alla gara di lancio del disco: “La concomitanza di orario tra la gara dei 200 metri e quella del lancio del disco – spiega l’allenatore di Santadi – non gli ha permesso di disputare quest’ultima che aveva preparato con maggiore cura”. Probabilmente sarebbe stato l’ottavo oro in terra marchigiana ma è maggiormente opportuno elogiare le imprese concrete dei suoi tesserati FISPES. “Riccardo Campus negli 800 conferma il tempo ottenuto nell’outdoor – continua Murgia – a conferma che correre al chiuso è molto più impegnativo, soprattutto per chi come lui non aveva mai provato quest’esperienza a contatto con una pista leggermente obliqua, specie in curva; insomma non era semplicissimo. Stesso discorso vale per i 1500, il suo tempo finale è simile agli Italiani “estivi”, considerato che ha gareggiato da solo e quindi senza punti di riferimento”.

Tecnici e atleti Sa.Spo. al gran completo in pulmino con Antonio Murgia alla guida

Su Musiu evidenzia i seguenti aspetti: “Non è riuscito ad avvicinarsi al suo record nazionale sui 60 metri però è salito comunque sul gradino più alto del podio. Correndo i 200 si è tenuto sotto rispetto ai suoi standard, ma una abbondante razione di complimenti non gliela toglie nessuno”.

Riccardo Campus sui 200 metri (Foto Marco Mantovani FISPES)

Se Antonio Murgia gode, la collega Katia Pilia è ancora più euforica per i nuovi riscontri forniti dalla sua atleta Chiara Statzu. “È stata molto brava – esordisce – nella sua prima volta nella velocità indoor; nel 2018, sempre ad Ancona, corse solo i 60 ma fuori classifica.

Selfie di Katia Pilia

E comunque è riuscita a migliorarsi a distanza di due anni. Le sue gare rimangono 400 e 800, ma in questa circostanza ha giocato le sue carte pure nei 200 offrendo una buona prestazione. Questa tappa è stata importante per farci comprendere che il movimento si sta muovendo, nonostante la forte penuria di allenamenti dell’ultimo periodo. Sebbene la manifestazione sia stata molto blindata, non permettendoci di godere pienamente tutte le gare, abbiamo vissuto sicuramente una bellissima esperienza”.

Nubila